“Dean & Me – Una storia d’amore”

Nel decennio compreso tra il 1946 e il 1956, Dean Martin e Jerry Lewis hanno ottenuto un successo incredibile, ben al di là delle loro stesse attese e forse al di là delle attese di chiunque.7be26e178a-e952-4344-890b-22734d0a23887dimg100

Separatamente, alla fine della seconda guerra mondiale, i due conducevano esistenze stentate, ai margini dello showbusinnes di New York. Lewis mimava canzoni vestito di costumi improbabili e Martin raggranellava qualche dollaro come cantante. Occupavano camere d’albergo “tanto piccole che i topi ogni tanto dovevano uscirne per prendere un po’ d’aria” e attendevano in modo spasmodico la grande occasione, che sembrava rifuggirli.

Poi, nel 1946, un incontro occasionale, che accende l’immaginazione di Lewis e al quale lui fa seguire una sorta di corteggiamento. Avrebbe dimostrato a Martin quanto era divertente e l’avrebbe convinto a esibirsi con lui. Quale sia stato l’esito di quel corteggiamento, come si suol dire, è storia.

Poco per volta, l’improbabile coppia formata dal bell’italiano e dal divertente ebreo si guadagnò la fama esibizione dopo esibizione, dapprima in piccoli locali e poi nei teatri più prestigiosi d’America.

I loro spettacoli dal vivo erano sold out e folle di migliaia di persone bloccavano il traffico in Times Square a New York nella speranza di poterli scorgere affacciati dalla finestra dei loro camerini.

Erano quello che si dice un fenomeno di costume. Gli impresari teatrali si contendevano la loro presenza a suon di offerte economiche pazzesche e i loro film erano un successo garantito, tanto che i produttori offrivano loro contratti faraonici.

Eppure, una delle coppie comiche di maggior successo nella storia ha resistito insieme per solo dieci anni. Un periodo breve, verrebbe da dire, specie alla luce del successo ottenuto. Continua a leggere

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“La vendetta del diavolo” di Joe Hill

Dopo aver compiuto cose turpi, un mattino Iggy si sveglia e si ritrova sulla fronte un paio di diaboliche corna.

E non è finita. Scopre ben presto di aver acquisito il potere di indurre le persone con cui parla a esprimere liberamente i propri desideri più oscuri e i propri peccati più inconfessabili.147978882005gra_6_227x349_exact

Ma non basta ancora. Perché il contatto fisico gli consente anche di rivivere la vita altrui nei minimi dettagli.

Un bel vantaggio? O piuttosto una maledizione? E che cosa ha fatto per meritarsi un simile cambiamento?

Dopo qualche pagina, in cui le nuove facoltà del protagonista – e il suo nuovo aspetto – ci paiono quasi divertenti, arriva ben presto la risposta.

Basti dire che Iggy scopre che in realtà nessuno a parte suo fratello crede davvero che sia stato qualcun altro a uccidere la sua fidanzata Merrin. Neanche suo padre, sua madre o sua nonna credono alla sua innocenza.

Ma chi ha ucciso davvero Merrin, proprio la sera in cui lui si sarebbe congedato da lei per partire alla volta di Londra per il lavoro sognato da una vita? Continua a leggere

Paper Girls

Per un appassionato di fumetti, trovare il nome di Brian K. Vaughan in copertina equivale a sentirsi una pistola puntata alla tempia da un tizio che ci intima l’acquisto immediato. Insomma, non c’é scelta. Perché per quel che mi riguarda le aspettative per una sua serie sono sempre risultate ben più che ripagate.160607_books_bikeriding-crop-promo-xlarge2

E se pensate che queste prime righe possano rappresentare un preambolo al classico ribaltamento di prospettiva, perché Paper Girls invece quelle aspettative le ha tradite, vi sbagliate di grosso.

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Dobble e Dobble Kids – un buon regalo per bambini di tutte le età

E’ tempo di regali natalizi e chi sta cercando di rendere speciale il Natale di un bambino si starà spremendo le meningi per trovare quello giusto.dobblekidsin_400_266_90

E siccome ne ho trovato uno che ritengo sia un’ottima soluzione, ho pensato di condividere l’esperienza con questo post.

Quest’anno, sono tornato da Lucca Comics and Games con lo zaino carico di fumetti, in parte destinati anche ai miei figli. Però, ho lasciato un posto per il trasporto della scatola delle carte Dobble Kids. Ed è stata una delle migliori intuizioni che ho avuto nell’ambito degli acquisti di giocattoli destinati ai miei figli.

Di cosa si tratta? E perché penso che sia un gioco stimolante?

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Grisham vs. King – storie di manoscritti rubati

Il manoscritto rubato di un grande autore. L’intenzione di farci un bel po’ di soldi.
Si tratta dello spunto comune a due libri che ho letto quest’estate: “Il caso Fitzgerald” di John Grisham e “Chi perde paga” di Stephen King.
Nel libro di Grisham, a prendere il volo da una biblioteca universitaria sono niente meno che i manoscritti di Francis Scott Fitzgerald. Tutti i suoi romanzi più famosi vengono rubati da una banda di ladri e finiscono nel circuito dei libri rubati. Giungono così a un libraio senza troppi scrupoli. E’ simpatico, adora i libri, ha ben poche remore morali ed è molto sicuro di sé. Una scrittrice in crisi economica e creativa, cresciuta sull’isola dove vive il libraio, è ingaggiata per incastrarlo e recuperare i libri. Continua a leggere

Di idoli che vanno… e del modo in cui tornano

Un post sulla vecchiaia per ritornare a scrivere sul blog. Non certo un argomento di tendenza in grado di attirare nuovi lettori. Pazienza. L’idea per questo post viene da questo articolo di Alessandro Girola, autore e blogger che seguo assiduamente.

Tra il 2016 e il 2017 se ne sono andati davvero tanti illustri personaggi del mondo delle arti – attori, cantanti, registi, ecc. – che hanno segnato la vita di chi era giovane trenta o quaranta anni fa.

Se dovessi stilare una classifica personale in termini di misura di dispiacere, metterei al primo posto Bud Spencer. Perché anche se il buon Bud non era un riferimento culturale di livello mondiale, per me ha rappresentato molto. Dietro i suoi pugni, e soprattutto dietro i suoi finti litigi con l’eterno compare Terence Hill, scorgevo un ideale di amicizia in grado di ispirarmi. E in grado di farlo tuttora. E quanto mi è dispiaciuto che se ne sia andato senza realizzare l’annunciato progetto di girare insieme a Terence Hill una versione riveduta e corretta di Don Chisciotte! Continua a leggere

Una questione di punti di vista

Oggi eravamo invitati da un amico in campagna per una grigliata.

Ma detto così non rende. Questo amico è l’ultimo proprietario di una cascina appartenuta alla sua famiglia almeno per le ultime quattro generazioni.

Si tratta di uno di quei complessi rurali di una volta, risultanti dalla somma di vari costrutti edificati in epoche diverse intorno a un grande piazzale, attraversato dalla strada di campagna che conduce al più vicino paese. Tutto intorno alla cascina, campi coltivati a perdita d’occhio, in una sequenza interrotta solo da strade sterrate e risaie colme d’acqua.

90962599Ci eravamo già stati, ma questo non mi ha impedito di smarrirmi e prendere la strada sbagliata a un bivio tra l’ultimo paese e la cascina. Quando l’errore si è rivelato evidente, perché davanti a noi si estendeva solo campagna per chilometri e non c’era alcuna cascina all’orizzonte, ho chiamato il nostro ospite, sicuro che gli sarebbe stato impossibile stabilire con certezza dove ci trovavamo e darci quindi qualche indicazione. Continua a leggere

Better than before – speriamo!

Da tempo sto cercando di introdurre nella mia vita una sana abitudine quotidiana alla scrittura.

22889767Purtroppo, però, pare che finora il tempo trascorso a scrivere sia di inferiore rispetto a quello in cui “penso” di dover scrivere.

E’ bene porre fine agli indugi, perché la vita, dicono, non è poi così lunga.

E allora, giusto per aiutarmi nel raggiungere questo obiettivo, mi sono comperato
all’astronomica cifra di 99 centesimi “Better than before”, libro consigliato da questo sito, che seguo da qualche tempo, in questo post.

In pratica, si tratta di un vero e proprio studio su come gli esseri umani acquisiscono nuove abitudini.

E su come, con esse, si guadagnano anche qualche soddisfazione. Continua a leggere

Qualche buon motivo per cominciare a leggere in inglese

Ci ho messo un po’ a capirlo, ma alla fine ho concluso che leggere solo in italiano è una enorme limitazione. E anche un pessimo affare.

Non è una affermazione dettata da una qualche forma di snobismo. Semplicemente, gli scaffali delle librerie avevano da un po’ perso nei miei confronti quel magnetismo irresistibile che le ha sempre contraddistinte.

Viceversa, ho trovato un mare magnum di testi che probabilmente mai vedranno la luce in italiano disponibili in lingua inglese. Non solo, li ho trovati – su Amazon, of course – a prezzi ridicoli. Continua a leggere