Un commento alla foto “Strada”

E’ strano, ma l’articolo che ha riscosso maggior successo finora qui su “solo qualche parola”…non è un articolo.
E’ la foto postata col titolo “Strada”.
Si tratta di uno scatto effettuato senza preparazione – seguendo l’istinto del momento – questa estate, dopo l’iscrizione al corso di fotografia promosso da WordPress.
In pratica, una mail al giorno per una settimana assegnava un tema per altrettante foto, da pubblicare con il tag #developingyoureye.
E io, come svolgimento del primo compito a casa, ho scattato quella foto col mio cellulare, in una notte di agosto. Mi ero iscritto al corso e non volevo lasciar passare il primo giorno senza il post. Si è trattato, quindi, più che altro di un esperimento.
E in effetti la foto non mi pare nemmeno molto riuscita.
Però mi è venuta voglia di parlare di quella strada.
Si tratta della via principale del paese natale di mia moglie, in Molise. Circa 800 abitanti, in rapida diminuzione. Un paese come tanti della zona, come tanti del Sud Italia.
Il nome di quella strada è piuttosto eloquente: si chiama “via dell’Emigrazione”.
Un nome del genere, per una via, si può trovare solo lì. Almeno per ora, a quanto so. E’ una strada che taglia tutto il paese, passa davanti al municipio, si spinge fino alla piazza dove si trova la chiesa principale e poi lì ripiega su se stessa, anche se ancora si diparte in qualche viuzza secondaria.
La vita del paese si raccoglie tutta lì, dove una volta alla settimana arriva il mercato, e dove si concentra la presenza dei pochi negozi. Alla sera, un buon tratto della via, che include gli unici due bar, una pizzeria da asporto e il circolino locale, è chiuso con transenne, così che bambini, ragazzi, uomini e donne di ogni età, lo possano percorrere avanti e indietro infinite volte, intenti a chiacchierare gli uni con gli altri. Uno strano fenomeno, al quale non ero abituato. Lì non è così raro vedere un anziano signore camminare insieme a ragazzi di qualche decina d’anni più giovani, scherzare con loro come se non esistesse differenza di età e, soprattutto, senza legami diversi dall’intento di trascorrere qualche momento insieme.
Ci si conosce tutti, in paese, e i rapporti si intrecciano con facilità, perché il numero di residenti cala di anno in anno, insieme a quello dei nuovi nati. Cresce invece il numero di chi quella strada, la via dell’Emigrazione, la percorre un’ultima volta e fino in fondo, dando le spalle alla chiesa e alla piazza per non rivederle magari mai più, dopo avere percorso quella via, sera dopo sera.

Ecco, questa è la storia di quella strada, che non mi pare emergesse dalla mia foto.