“Hilda” di Luke Pearson

Ho incominciato a leggere con i fumetti di Topolino di mio padre. Per la precisione, si trattava de “Gli albi d’oro di Topolino”. Ricordo che erano conservati a casa di mia nonna, nella vecchia camera di mio padre, su uno degli scaffali installati sotto il davanzale della finestra, e per questo nascosti dalla tenda. Scostare quella tenda per prendere gli albi mi hilda-and-the-troll-web_1000dava l’impressione di sollevare la barriera del tempo per afferrare il manufatto di un’altra epoca e contrabbandarlo nella mia. Gli albi erano di un formato rettangolare davvero scomodo da leggere e ricordo che la colorazione a pagine alterne mi irritava. Però l’attrazione esercitata da quei disegni era lo stesso irresistibile.

Così, sulla scorta della mia esperienza, mi sono affidato a un altro fumetto, ossia alle opere di Luke Pearson, tradotte in Italia da Bao Publishing, nella speranza che le avventure di una bambina appena più grande di lei, Hilda, potessero suscitare in mia figlia almeno un po’ di curiosità per la lettura. Continua a leggere

A special place di Peter Straub

Potrei liquidare il commento a questo libricino di poco peso, e che per questo potrebbe sembrare poco minaccioso o comunque inidoneo a fare veri danni, con una parola: disturbante.

Ma sarebbe riduttivo.51iqfyinqyl-_sx356_bo1204203200_

L’ho ripescato dal fondo di uno di quei grandi contenitori vicino alle casse di un supermercato di montagna, questo week end, e ho incominciato a leggerlo nei ritagli di tempo un paio di giorni fa. L’ho finito oggi e il primo istinto che ho avuto, dopo aver letto l’ultima pagina, è stato quello di nasconderlo sulla mensola più alta della libreria, lontano da mani innocenti. Perché per “A special place” non è certo un banale thriller, come qualificato in copertina. E, a mio parere, non è nemmeno un horror propriamente detto. E’ un tuffo nel buio. E per quanto le pagine che fungono da trampolino siano poche, garantiscono una spinta sufficiente per una immersione in acque scure e dalle quali risulta difficile riemergere, una volta completata la lettura.

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Netflix su Ubuntu 14.04 si può!

Sabato pomeriggio ho perso la mia tranquillità.

Mi sono iscritto al primo mese gratuito di abbonamento a Netflix, solo per scoprire che potevo beneficiare del servizio da tutti i dispositivi di casa, tranne che dal mio amato portatile con sistema operativo Ubuntu.

Possibile, mi sono chiesto?

In effetti, ciò che per gli utenti dei sistemi operativi più diffusi è scontato, per l’utente Linux è spesso il frutto di qualche tribolazione. Ma anche questo rende più interessante l’utilizzo di questo sistema operativo. (E agli occhi di qualcuno giustifica la qualifica di masochisti per i suoi utenti).

In ogni modo, per utilizzare Netflix ho scoperto che sarebbe stato sufficiente installare Chrome, ma Google ha deciso di eliminare la versione del suo browser per macchine a 32-bit…indovinate da quando? Da marzo 2016. E indovinate che macchina potevo avere io?

Esatto. Proprio quella.

E avrei quindi dovuto rinunciare a vedere la prima stagione di “Jessica Jones” di cui tanto bene si dice in giro?

Ho dovuto visitare diversi siti per trovare una risposta. Ed è stata positiva. Esiste una soluzione.

Per farla breve, è possibile avvalersi di un software per Mozilla che simula un plugin Microsoft (Silvelight) in ambiente Ubuntu. O almeno così mi pare di aver capito. Semplice, no?  Continua a leggere

Una piacevole sorpresa: l’edizione italiana di F&SF

Con il lavoro, una moglie e due bambini, non necessariamente in questo ordine per importanza, i momenti per leggere si sono fatti rari e frammentati. Di solito, più che altro, approfitto di quando tutti schiacciano un pisolino nel week end, per cercare di diminuire un po’ l’altezza della pila di libri e fumetti da leggere,ma resta il fatto che lunghe sessioni di lettura sono fuori discussione. Non che mi lamenti, per carità. Portare i bambini al parco è diventato il mio passatempo preferito, ma si sa, le vecchie abitudini di un lettore incallito sono dure a morire.fsf-g-014
La soluzione? Ho ripiegato sui racconti. Perché se posso leggere poco, almeno con i racconti arrivo comunque ad avere la soddisfazione di una lettura completa. E non corro il rischio di rovinarmi un romanzo, dimenticandomi di volta in volta avvenimenti e personaggi.
E poi, ammettiamolo, ho sempre avuto una passione per la narrativa breve. Dunque, quale momento migliore per assecondarla?
E così, nell’intraprendere una caccia alle raccolte di racconti disponibili sul mercato, mi sono imbattuto, in edicola, nella inaspettata copertina di Fantasy & Science Fiction.
Si tratta della edizione italiana di un celebre magazine americano, e il titolo della testata credo sia piuttosto eloquente in merito al contenuto. Se volete approfondirne la storia, la pagina di wikipedia a questo link è piuttosto esauriente.
Per quel che mi riguarda, era proprio ciò di cui avevo bisogno.

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Ut

Ut, la miniserie di sei numeri scritta da Paola Barbato e disegnata da Corrado Roi, si inserisce in modo dirompente nello scenario di proposte della Sergio Bonelli Editore. Infatti, se da tempo la casa editrice milanese è impegnata nello sforzo di sorprendere i media-19644-w600-c0x256x0x0-q80lettori con nuove serie, miniserie e con un processo di rinnovamento delle testate storiche, tutte facilmente riconducibili a un genere, Ut rappresenta forse la sua sfida più azzardata. Perché al lettore riuscirà difficile se non impossibile attribuire a UT una classificazione, almeno per ciò che si è visto in questo primo numero. Continua a leggere

Vym – view your mind

Non so se per voi è la stessa cosa, ma per me imparare a usare un nuovo software è davvero divertente. Di più, non vorrei sembrare esagerato, ma è comunque una di quelle cose che ti fa dire “non si smette mai di imparare” e ti rende in qualche modo orgoglioso di poterlo fare.

Di recente, sono stato invitato a prendere parte a un seminario in materia di mediazione civile e siccome il tempo per organizzare gli argomenti era poco, ho pensato di aver bisogno di un buon software.

Ho allora fatto riferimento – come faccio sempre da quando ho buttato per l’ennesima volta a mare un sistema Windows – all’Ubuntu -Software Centre, ho cercato “mappe mentali” e la risposta che ho ottenuto è stata “VYM”. Continua a leggere

Morgan Lost

Da anni acquisto il primo numero di ogni nuova serie Bonelli. Alcune – molte – le ho poi seguite per anni e invece altre – poche – le ho abbandonate dopo una manciata di mesi. In fin dei conti, non si può andare d’accordo con tutti, no?

Questo primo numero di Morgan Lost, nuova serie scritta da Claudio Chiaverotti, appartiene alla prima categoria. Continua a leggere

The Martian – Sopravvissuto di Ridley Scott

Ieri sera sono riuscito a infilarmi in una sala cinematografica e a vedere l’ultimo film di Ridley Scott. Detto per inciso, il libro da cui è tratto il film è al momento tra quelli in fase di lettura, nel mio Kindle.

Come ho trovato il film? Per quanto mi riguarda, Il Sopravvissuto è un film che diverte e porta anche con sé vari messaggi positivi, senza rendersi mai stucchevole e senza scadere nella retorica. Continua a leggere

Divertire con la storia: Bill Bryson

Ho la ferma convinzione che se i libri di Bill Bryson finissero tra i testi adottati nelle scuole ci sarebbero più studenti appassionati di storia. Ma forse qui ci andremmo a scontrare con quel curioso assunto secondo il quale se una cosa è divertente non può nel contempo anche essere istruttiva.

Infatti, ho letto per il momento tre libri di questo autore, peraltro di argomenti parecchio differenti l’uno dall’altro e nemmeno di mio particolare interesse a parte uno, e ho sempre trovato la sua esposizione avvincente e simpatica. E soprattutto, mai noiosa. Continua a leggere