Qualche buon motivo per cominciare a leggere in inglese

Ci ho messo un po’ a capirlo, ma alla fine ho concluso che leggere solo in italiano è una enorme limitazione. E anche un pessimo affare.

Non è una affermazione dettata da una qualche forma di snobismo. Semplicemente, gli scaffali delle librerie avevano da un po’ perso nei miei confronti quel magnetismo irresistibile che le ha sempre contraddistinte.

Viceversa, ho trovato un mare magnum di testi che probabilmente mai vedranno la luce in italiano disponibili in lingua inglese. Non solo, li ho trovati – su Amazon, of course – a prezzi ridicoli.

Leggere in inglese non è particolarmente faticoso. Mi ci sono abituato piuttosto in fretta. E il consiglio di iniziare a leggere in lingua testi che ci piacciono particolarmente mi ha di certo aiutato. Al momento, non sono a chissà quale livello di conoscenza dell’inglese: non sempre comprendo il significato di ogni singola parola, ma dal contesto riesco ad attribuire a ciò che leggo un senso più che soddisfacente.9780099487067_p0_v1_s192x300

Risultato? Quest’anno ho letto un paio di romanzi piuttosto lunghi e ora sono passato a qualche saggio. Per l’appunto, a qualche saggio mai apparso in Italiano.

Di recente ho messo le mani su una copia pagata 0,01 Cent di “Men of Tomorrow” di Gerald Jones, su un’altra di pari prezzo di “Shadows of Forgotten Anchestors” di Carl Sagan e infine su un libro di racconti brevi, intitolato “78 Flash Fiction Stories”.

Il primo di questi testi rappresenta il condensato del meglio che io possa trovare in un libro di storia. Si tratta del racconto della nascita e dello sviluppo dell’industria dei Comics. E’ la storia di come un pugno di uomini, tutti immigrati di origine ebrea, abitanti nei quartieri più poveri della New York anni ’20, ha costruito uno dei più grandi universi immaginari di sempre, quello dei supereroi. L’ho adorato fin dalle prime pagine.

Il secondo testo è un libro di divulgazione scientifica a dir poco ambizioso: Carl Sagan si propone l’obiettivo di ricostruire le origini della vita umana. O almeno di avvicinarsi il più possibile al momento in cui essa è comparsa. Ogni frase è scritta in modo semplice, quasi disarmante, eppure è capace di aprire scenari immani e profondi sul nostro passato.51srchm5oll

Nel linguaggio del diritto, chi ha trasferito un diritto a qualcuno è definito il suo “dante causa” e trovo che questa espressione calzi anche per l’indagine di Sagan. Chi sono i nostri “danti causa”, quelli che ci hanno dato ciò che abbiamo e ci hanno reso ciò che siamo? Chi di noi conserva una discreta memoria familiare, si legge, di solito arriva a ricostruire la storia delle tre generazioni che lo hanno preceduto. O poco più. Sappiamo davvero poco di noi stessi e Sagan paragona l’essere umano, privo di memoria di sé, a un orfano abbandonato, alle spalle del quale si trova un abisso sconosciuto e tutto da esplorare.

E’ strano, ma questi due libri, all’apparenza così diversi tra loro, in realtà hanno ben più di un punto in comune. Proprio l’assenza di una memoria anagrafica cristallizzata, per esempio, ha consentito a tanti immigrati nel nuovo continente di “reinventarsi”, una volta giunti a destinazione. Così hanno potuto abbandonare una realtà e una identità di povertà a beneficio di una – o altre – ricche di potenziale da sfruttare.

Infine, il terzo libro si è rivelato altrettanto soddisfacente degli altri. Si tratta di una raccolta di racconti “flash”, davvero brevi. Alcuni toccano a mala pena la pagina di lunghezza. La raccolta contempla molti autori, anche piuttosto noti. Non è solo bello leggerli per l’effetto che suscitano o per le emozioni che trasmettono. Dietro quelle poche parole, bastate comunque a raccontare un’intera storia, o a trasmettere una potente suggestione, mi pare di intravvedere più facilmente il momento più puro dell’ispirazione. Ed è più facile forse esserne in qualche modo contaminato.

Per concludere, devo dire di essere davvero soddisfatto degli acquisti. E la prospettiva di trovare presto un nuovo plico proveniente da oltre Manica nella mia cassetta delle lettere mi solletica sempre più.

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